Siamo tutti venditori
Ho sentito spesso dire: “Non mi piace vendere”, oppure: “Vendere? mi sembra di costringere qualcuno contro la sua volontà”.
Ebbene la notizia che vi portò oggi è che siamo tutti dei venditori.
In qualche modo, sia che tu faccia l’insegnante, sia che tu faccia l’impiegato, ti ritrovi a vendere qualcosa. Si può trattare del tuo pensiero, piuttosto che delle tue capacità, ma alla fine stai vendendo e se il “prodotto“ del tuo lavoro non piace, i tuoi allievi non apprendono oppure il tuo elaborato è inutile.
Se sei un genitore hai la responsabilità di “vendere” valori ai tuoi figli. Se non lo farai, lo farà sicuramente qualcun altro al posto tuo, perché i tuoi figli hanno bisogno di credere in qualcosa, fa parte della natura umana. Spera solo che i valori che apprenderanno siano in linea con i tuoi.
Sono frasi che spingono a riflettere sulla propria capacità di comunicare, ossia di unire gli altri al nostro pensiero (dal latino communicare = mettere in comune).
A molti non piace vendere perché a non tutti piace comunicare, mi riferisco a farlo sul serio, non parlo di banali conversazioni. Un comunicatore non è un individuo che per professione parla alla gente, è una persona disposta a sostenere la propria tesi e ad accettare il confronto, a ricevere un’antitesi, che la persona saggia sa poi trasformare in essenza, ovvero ciò che serve davvero per far crescere la propria mente e a renderci liberi.
Quindi? Sei disposto a vendere?
Siamo tutti venditori …🖋
Andrea Di Gregorio
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