Quando finire una storia
Quando è opportuno finire una storia?
Ci sono momenti in cui si sente di voler voltare pagina, chiudere storie della propria vita perché si crede che siano finite, ma è proprio così?
Ci si chiede che senso ha continuare, se è proprio quello che vogliamo, se la fatica che stiamo provando è davvero necessaria, quindi si individuano una o più ragioni per giustificare l’atto e si dà disdetta.
Se ne trovano sempre di ragioni, ma il punto non è quello, per capire se sia giunto il momento di concludere è necessario porsi una sola domanda: “Ho davvero terminato ciò che potevo imparare di me stesso da questa relazione, oppure sto solo fuggendo?”.
Ogni esperienza della nostra vita ha senso se abbiamo appreso qualcosa di utile a conoscerci meglio, solo così è possibile definirla con quel nome.
Aver vissuto una storia senza che questa abbia potuto rivelare a noi stessi qualcosa di noi è come non aver vissuto, è come se si fosse stati spettatori, piuttosto che attori della propria vita.
Allora si scopre che quella persona, quel lavoro o quel contesto, in realtà ha avuto un significato, magari più di uno, e quello che ci sta spingendo a mollare ha a che fare con l’essersi fatti prendere dall’abitudine, che poi si è trasformata in noia.
Se si vuole scoprire se davvero è così è sufficiente guardare con occhi diversi la relazione. Se si tratta di una persona basta fissarla proprio negli occhi per un minuto e cercare un contatto intimo, che è l’esatto opposto di quello che si fa quando si vuole dare un taglio, si guarda altrove, nel vero senso della parola.
Guardando negli occhi l’altra persona per un minuto (che a rifletterci non è poco) spesso si scopre che c’è dell’altro, l’emozione che scaturisce dallo sguardo intimo rivela qualcosa che può incuriosire e questo a volte basta per rivalutare i propri pensieri.
In altri casi non emerge nulla e con ciò non intendo un’emozione sgradevole (quella può rivelare l’esatto opposto), bensì calma interiore, un senso di accoglienza e di gratitudine per ciò che è stato e che in modo naturale si conclude.
In altri casi ancora, vi è un crescendo di emozioni che scaturisce dalla consapevolezza che c’è dell’altro, che il viaggio non è ancora concluso.
Ho conosciuto persone che in seguito a questo atto hanno avuto interessanti rivelazioni, individui che stavano mandando all’aria tutto mentre poi si sono ricreduti. Ho conosciuto anche qualcuno che la domanda non se l’è voluta fare e dopo aver terminato la relazione è stato colto da un senso di profonda insoddisfazione, spesso attribuita al mondo esterno.
In conclusione, solo quando hai risposto alla domanda puoi quindi decidere cosa fare, fai solo attenzione ad essere sincero con te stesso 😉
Quando finire una storia…
Andrea Di Gregorio
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