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Se non stai crescendo stai morendo

Non siamo immortali e questo lo sappiamo, ma quanto può durare la nostra vita? Alcuni studiosi di oggi stimano un’aspettativa che può arrivare persino a centoventi, centotrent’anni, ma ciò che più conta con una buona qualità della vita! Come è possibile? Farmaci di ultima generazione in grado di farci guarire da tutte le malattie, fisiche e/o mentali? Forse una strada potrebbe essere quella, ma al di là di questa, cosa possiamo fare, oggi, con le nostre scelte per una vita longeva e di ottima qualità?

La vita è apprendimento, da quando si nasce inizia un processo di acquisizione di informazioni che continua nel tempo. Apparentemente, senza fermarsi mai, la mente ed il corpo sono in costante connessione con la realtà dalla quale arrivano informazioni a gettito continuo.
Queste ci servono per sopravvivere e per vivere, a livello fisico e mentale. Impariamo che certi alimenti sono tossici ed altri salutari, che determinati comportamenti possono portarci verso la malattia, mentre altri donarci benessere.

Quindi sembrerebbe tutto chiaro, basterebbe rimanere connessi ed attingere costantemente alle informazioni utili per la nostra salute fisica e mentale. Purtroppo non è così, o almeno non lo è per molte persone.
Ad un certo punto un pensiero malsano inizia ad influenzare la mente, un pensiero che spinge a smettere di imparare. Perché devo cambiare abitudini? Perché non posso lasciare le cose così come sono? Perché devo cambiare idea su di un certo modo di pensare?
Arriva un momento dove domande di questo tipo iniziano a mettere in discussione ciò che la natura ci spinge a fare dal momento in cui siamo nati. Ebbene, quello è il momento in cui si inizia a morire.

Così come la mancanza di movimento porta i muscoli ad atrofizzarsi, la mancanza di apprendimento porta il cervello a chiudersi e così come il corpo non è più in grado di far fronte a sforzi fisici, la mente non è più in grado di aprirsi verso il cambiamento. È l’inizio del declino, da quel momento è solo una questione di tempo ed in modo naturale, ciò che succede dentro di noi inizia a vedersi all’esterno.
A quel punto si manifesta il rifiuto della propria responsabilità, le cause vengono date al mondo esterno e si diventa vittime di qualcosa o di qualcuno, senza assolutamente considerare che si è stati causa o, quanto meno concausa, dei propri stessi mali.

Quando le cose non vanno come dovrebbero, a livello fisico e/o mentale, si dovrebbe andare subito in “modalità crescita”. Aver fiducia che ciò che accade sia il meglio per se stessi ed iniziare a chiedersi immediatamente cosa c’è bisogno di imparare.
Se il mio corpo non funziona dovrei subito farmi delle domande: Qual è lo stile di vita che sto seguendo? Come mi nutro? Faccio attività fisica? Il luogo in cui vivo è salutare? E se il malessere riguarda la mia mente: come vivo gli eventi e le mie esperienze? Che rapporto ho con lo stress? Come sto vivendo il cambiamento? Che significato do alla crisi che sto vivendo?

Orientare la mente ad un atteggiamento di curiosità rispetto che di chiusura. La mente risponde, se chi la comanda esercita un atteggiamento disciplinato di ricerca del benessere.

Pensa a crescere, sempre!

Se non stai crescendo stai morendo

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