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Mentirsi è più pericoloso che mentire

“Mentirsi è più pericoloso che mentire”,  articolo della rubrica  “Il Diario del Capitano”, curata da Andrea Di Gregorio, Master Trainer PNL e Fondatore di PNL Evolution.

Mentirsi è più pericoloso che mentire
Mentirsi è più pericoloso che mentire

Sì, mentirsi è spesso più pericoloso che mentire ad altri. Quando una persona mente ad altri, può causare danni o ferire i sentimenti di chi viene ingannato, ma l’effetto su di sé può essere limitato. Invece, quando una persona mente a se stessa, può causare danni significativi alla propria autostima, alla propria salute mentale e alle relazioni con gli altri.

L’autoinganno, campo di ricerca psicologica, può impedire alle persone di affrontare la realtà e di riconoscere i propri problemi, impedendo loro di affrontarli e risolverli. Inoltre, può creare un ciclo di comportamenti disfunzionali, in cui le persone continuano a giustificare i propri errori o i propri comportamenti immorali invece che cercare di correggerli.

Una persona che si auto-inganna, può diventare difensiva e reattiva quando gli altri cercano di discutere dei suoi problemi o delle sue debolezze, impedendone così la la risoluzione. Può persino giustificare comportamenti che non sono moralmente accettabili o evitare di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

Pensiamo ad una piaga della società come la violenza domestica, molte vittime e autori di violenza domestica utilizzano l’autoinganno come meccanismo di difesa per giustificare e minimizzare il comportamento violento del loro partner, giustificandolo come “amorevolezza eccessiva” o “preoccupazione”. Possono anche negare la gravità della situazione, minimizzare gli abusi subiti o attribuirli a loro stessi come colpa, impedendosi di cercare aiuto o di lasciare la situazione pericolosa.

D’altra parte, gli autori di violenza domestica possono utilizzare l’autoinganno per giustificare il proprio comportamento violento come “disciplina necessaria” o “punizione giusta”. Possono anche negare la gravità del comportamento o minimizzarlo come “incidenti isolati”, impedendo a loro stessi di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e di cercare aiuto per cambiare il proprio comportamento.

Può essere difficile riconoscere quando si mente a se stessi, tuttavia ci sono alcuni segnali che possono indicare quando una persona si sta auto-ingannando:

1. Evitare la realtà o negare l’esistenza di un problema, minimizzando la gravità di una situazione.
3. Essere difensivi quando gli altri cercano di discutere dei suoi problemi o delle sue debolezze.
5. Giustificare i suoi errori o minimizzare i suoi comportamenti immorali.
7. Ignorare i suoi sentimenti o nascondendoli a sé stessa.
8. Manifestare incoerenza nei comportamenti o nelle opinioni.

Per superare l’autoinganno, è importante essere onesti con se stessi, riconoscere le proprie emozioni e ricordando che, quando queste sono sgradevoli, nascondono qualcosa!
Una persona può anche cercare il supporto di amici, familiari o professionisti della salute mentale per aiutare ad identificare e affrontare l’autoinganno e, infine, ricordarsi che prevenire è meglio che curare. Una buona educazione alla salute mentale è alla base del proprio benessere.

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