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“Ricordare” è l’anagramma di: ‘ridare al cuore’, ossia restituire le emozioni che appartenevano a quel determinato evento vissuto.”

La percezione della realtà spesso è distorta dal punto di vista nella quale si è vissuta l’esperienza. Questo succede perché alcuni eventi del passato suscitano ancora in noi timori e paure. Il ricordo dell’evento che ha causato e che causa l’emozione negativa, rimane nella nostra mente e influenza il modo in cui viviamo la quotidianità. 

I ricordi si costituiscono di percezioni vissute durante la loro memorizzazione. Ogni organo di senso umano possiede, nella propria gamma di percezioni, uno spettro di infinite possibilità: dal bianco al nero, dall’acuto al grave, dall’amaro al dolce, dal soffice al duro, dall’umido al secco. Queste percezioni ci forniscono le sfumature che compongono la realtà che ci circonda. In PNL queste modalità di interpretazione si definiscono con il nome di ‘submodalità’ e sono caratteristiche di tutti e cinque i sensi umani.

Da uno studio riportato nel libro ‘Intelligenza emotiva’ di Daniel Goleman si legge che l’essere umano tende ad aumentare la propria percezione sensoriale nell’istante in cui viene a conoscenza di particolari inediti e questo accade per via di una naturale tendenza del nostro cervello a valutare un probabile pericolo nella novità. Ciò valeva per i nostri antenati migliaia di generazioni fa, i quali dovevano difendersi dai pericoli insiti nella natura che li circondava e vale per noi oggi nei riguardi dei pericoli della società. 

La curiosità contribuisce ad amplificare il particolare nuovo presente nell’evento ed è quest’ultimo poi a stravolgere l’interpretazione della realtà di tutti i giorni. Quando, ad esempio, si parla di fobie si assiste a un vero e proprio squilibrio delle rappresentazioni nelle submodalità che compongono un particolare ricordo e che determina in seguito una vera e propria recidività.

Il nostro inconscio elabora i fatti che avvengono nelle nostre esperienze quotidiane seguendo programmi mentali precostituiti e che si rifanno al ‘materiale’ di cui dispone il nostro bagaglio esperienziale. Non c’è quindi da stupirsi se siamo circondati da stranezze nel comportamento umano. Il nostro cervello apprende informazioni a getto continuo, non si spegne mai e noi non siamo in grado di decidere quando registrare e quando non farlo. Semplicemente registriamo, quello che poi accade di seguito sarà influenzato da ciò che abbiamo appreso. 

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