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L'importanza d'essere svelti e non frettolosi

L'importanza d'essere svelti e non frettolosi
25 Luglio 2018

Diario del Capitano a cura di Andrea Di Gregorio

L'importanza d'essere svelti e non frettolosi
Cosa fa la differenza tra chi evolve e chi no? Ormai la risposta è nota a tutti: la velocità ad adattarsi al cambiamento. 
Già due secoli fa un celebre naturalista diceva: "Non è la specie più forte che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più ricettiva ai cambiamenti” (Charles Darwin).
Essere veloci nel cambiamento significa comprendere intimamente ciò che sta accadendo, ovvero, integrare la nuova conoscenza di se stessi nella propria esistenza; individuare, prima che la sofferenza ci travolga, le risorse utili ad affrontare il cambiamento e di seguito agire, senza se e senza ma, nella mutazione continua dell'identico, così come diceva Friedrich Nietsche. 
Accadeva per i nostri antenati mammiferi milioni di anni fa, accade ancora per noi oggi. E' cambiato il contesto, ma il principio è rimasto lo stesso.
Oggi, nella maggior parte dei casi, l'adattamento non è più una questione di sopravvivenza fisica, ma psicologica. La vita, in chiave di metafora, è come un nastro trasportatore che si muove verso di noi. Se procediamo lentamente torniamo indietro, se andiamo alla stessa velocità rimaniamo fermi, se camminiamo più velocemente, allora avanziamo lungo il nostro cammino.
Ma essere veloci non basta, anzi, se si corre troppo in fretta si rischia di farsi male o, nella migliore delle ipotesi, si corre il pericolo di non cogliere l'apprendimento che si deve acquisire dalle proprie esperienze. Qui è importante sottolineare, che ciò che conta è essere svelti, non frettolosi. Svelti significa che se non si è felici è segno che si sta percorrendo una strada a fondo chiuso, che bisogna cambiare e che più si attende, più le cose diventano difficili. Come una valanga l'insofferenza nasce piccola, ma col tempo diventa sempre più grande, finché finisce col travolgere.
Frettolosi significa cambiare senza riflettere sulle possibili conseguenze. Ad esempio, una persona può decidere di cambiare lavoro perché non si ritiene soddisfatta, senza però aver capito cosa non gli dà appagamento. In questi casi il problema si sposta solo un po' più in là nel tempo, prima o poi una situazione simile si ripresenterà davanti alla persona 'affrettata' mettendola nuovamente in difficoltà. A tale proposito in PNL si ricorda spesso la celebre frase: "L'esperienza non è ciò che accade a un uomo. È quello che un uomo fa con ciò che gli accade" - (Aldous Leonard Huxley). 
E' importante ricordare che ogni cosa che ci rende infelici ha in sé un messaggio per il nostro cambiamento, per la nostra evoluzione. Tuttavia, quando si è imparato questo semplice concetto non significa sapere come affrontare sempre e con destrezza il cambiamento. Capiterà sicuramente di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo, nei riguardi delquale si potrebbe ancora indugiare. La differenza, però, sarà nella consapevolezza che quel fastidio ha un suo significato, in quanto si è appreso che non esiste nulla che non ce l'abbia. Memorizzate il principio delle tre "A": Anticipare, Allineare e Agire. Anticipare gli eventi che generano sofferenza, senza lasciarsi consumare nel tempo, allineare le proprie risorse consapevoli del fatto che noi abbiamo tutto ciò che ci serve e quello che dobbiamo fare è solo accedere a tali risorse, infine, utilizzare le nostre abilità nel mondo reale evitando che le convinzioni limitanti di chi ci circonda possano confonderci.
Un caro saluto a tutti,
Andrea Di Gregorio

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