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Il Pensiero Laterale in PNL Sistemica

pensiero laterale pnl

IL PENSIERO LATERALE IN PNL SISTEMICA

Table of Contents

Introduzione

Quante volte nella vita ti è capitato di sbattere la testa contro un problema di cui non hai trovato una soluzione?

Con il pensiero laterale si accede ad una modalità di risoluzione dei problemi logici in maniera indiretta, ovvero osservando il problema da diverse angolazioni, invece della tradizionale modalità che prevede di concentrarsi su una soluzione diretta al problema.

Il Pensiero Laterale, detto anche Chunking Laterale, ci arriva da Edward de Bono, psicologo e massimo esponente della ricerca del pensiero creativo, che afferma come sia possibile imparare a pensare in modo diverso.

Questa tecnica di natura intuitiva si pone come una vera e propria alternativa al classico pensiero “verticale”, cioè il tipo di pensiero logico che a volte ci limita nel modo di vedere le cose.

Video

Deduttivo, Abduttivo.

Nella nostra cultura, l’approccio alla risoluzione dei problemi è di tipo deduttivo.

Si individua cioè un problema ed in seguito si propongono idee (spesso tratte dalle proprie esperienze). È molto probabile che, nonostante tutta la buona volontà, non si riescano a trovare idee valide per risolvere l’enigma.

Questa tecnica utilizza un processo mentale spesso non impiegato in quanto di pertinenza della capacità creativa del cervello: il processo abduttivo.

Metafore, Analogie.

Il pensiero per analogia, in inglese denominato “abductive thinking”, è alla base dell’abilità di creare metafore e similitudini. Alla luce di quanto già detto sul Chunking può essere definito come un Chunking laterally, ossia una ricerca di isomorfismi.

Il Chunking laterally, o processo per analogia, si rifà al modello della metafora o dell’analogia. Questo schema consiste nel creare una situazione analoga a ciò che si è definito in un’affermazione, al fine di offrire una nuova prospettiva al soggetto che l’ha espressa.

Ad esempio, un soggetto A dice ad un soggetto B:

“Durante la trattativa con il cliente Rossi ho fallito”

B risponde ad A trovando una metafora che possa modificare la percezione della realtà di A:

“Alcune grandi scoperte sono nate da fallimenti. Errare non significa solo sbagliare, ma anche fare nuove scoperte…”

Il Chunking laterally individua metafore o analogie che aiutino a stimolare nuove idee o a proporre prospettive positive.

Gregory Bateson definiva questa attività mentale come “processo abduttivo” (portare qualcosa a sostegno o come giustificazione di qualcos’altro). Bateson affermava che i processi deduttivi e induttivi tendono a focalizzare molto gli oggetti e le categorie anziché le strutture e le relazioni.

Conclusione

Utilizzare unicamente processi induttivi e deduttivi può causare rigidità mentale, mentre il processo abduttivo porta ad essere creativi e a scoprire profonde verità sulla realtà delle cose. Nelle parole del grande scienziato Thomas Edison si comprende l’importanza del processo per analogia:

“Io sto sperimentando uno strumento che fa per gli occhi quello che il phonografo fa per le orecchie”

Metafore Terapeutiche

METAFORE TERAPEUTICHE

METAFORE TERAPEUTICHE

“Tutto il mondo intero è la metafora di qualcosa?”
Questa frase è stata pronunciata dal grande Massimo Troisi nell’indimenticabile film “Il postino”.

Ma quanto sono utili le metafore nella vita? Se ci pensiamo le usiamo costantemente per comunicare con gli altri e con noi stessi.

“La cosa di gran lunga più eccelsa è essere maestro della metafora. É una cosa che non si può apprendere da altri; è un segno del genio; dato che una buona metafora richiede un occhio per la somiglianza.”
ARISTOTELE

Tecniche di Mediazione e Negoziazione

Tecniche di Mediazione e Negoziazione pnl

TECNICHE DI MEDIAZIONE E NEGOZIAZIONE

Quanti problemi affrontiamo nella vita: 
conflitti discussioni, litigi, addirittura guerre.

E sapete una cosa? La maggior parte sarebbero facilmente evitabili utilizzando il giusto approccio!
Con le tecniche di mediazione e negoziazione che ci offre la PNL Sistemica impariamo ad ottenere una situazione di equilibrio, una vittoria per tutte le parti coinvolte.

I presupposti della PNL

i presupposti della pnl intenzione positiva la mappa non è il territorio

CONTENUTI

I PRESUPPOSTI DELLA PNL

Hai tutte le risorse di cui hai bisogno per raggiungere il successo.. ma non lo sai!

Ebbene si, la PNL, e più precisamente uno dei suoi presupposti, ci dice che ognuno di noi ha dentro di sé tutte le risorse di cui ha bisogno, solo che non ne è consapevole.

Cosa significa questo più in profondità?

Molte persone possono essere limitate da ciò che pensano di sé stesse, e questo può creare falsi pensieri sulle loro capacità.

Questo presupposto offerto dalla PNL ci rende invece consapevoli che tutti noi possiamo operare profondi cambiamenti nella nostra vita raggiungendo gli obiettivi che ci prefissiamo accedendo alle risorse che abbiamo già a nostra disposizione.

Per fare questo basta richiamare tali risorse nel momento in cui ne abbiamo bisogno.

Quindi questo significa che tu hai le stesse possibilità di raggiungere i risultati che le cosiddette “persone di successo” ottengono?

Certo che si!

Tu hai dentro di te tutto ciò che ti serve e forse hai solo bisogno di qualcuno che ti aiuti ad accedervi.

I presupposti della PNL, divisi in due categorie:

  • La Mappa Non è il Territorio
  • Vita e ‘Mente’ sono Processi Sistemici.
LA MAPPA NON È IL TERRITORIO

1. Le persone agiscono in funzione della propria percezione della realtà.

2. Ogni persona ha una propria mappa del mondo. Nessuna mappa del mondo è più ‘reale’ o ‘vera’ di altre.

3. Il significato della propria comunicazione è nella risposta che si riceve, indipendentemente dall’intenzione di chi comunica.

4. Le mappe più ‘sagge’ e più ‘compassionevoli’ non sono quelle più ‘reali’ o più ‘accurate’, ma quelle che mettono a disposizione il più ampio ed il più ricco numero di scelte.

5. Le persone possiedono (o hanno potenzialmente) tutte le risorse necessarie per agire in modo efficace.

6. Le persone operano le migliori scelte possibili fra le possibilità che vengono loro date e le capacità che percepiscono disponibili dal loro modello del mondo. Qualsiasi comportamento, non importa quanto malvagio, pazzo o bizzarro sia, è la scelta migliore a disposizione della persona in quel momento – se alla persona viene data la possibilità di una scelta più appropriata (nel contesto del suo modello del mondo) essa sarà propensa ad usarla.

7. Il cambiamento avviene quando si libera una risorsa appropriata per il contesto che si sta vivendo, o quando si attiva una potenziale risorsa, all’interno di un contesto particolare. In entrambi i casi la mappa del mondo di una persona si arricchisce.

VITA E MENTE SONO PROCESSI SISTEMICI

1. I processi che avvengono all’interno di una persona, e tra le persone ed il loro ambiente, sono sistemici. I nostri corpi, le nostre società e il nostro universo formano un’ecologia di sistemi e sottosistemi che interagiscono e si influenzano reciprocamente.

2. Non è possibile isolare completamente una parte dal resto del sistema. Le persone non possono non influenzarsi a vicenda. Le interazioni tra le persone formano cicli di feedback – tali per cui una persona sarà influenzata dai risultati che le proprie azioni producono su altre persone.

3. I sistemi sono “auto organizzati” e cercano naturalmente stati di equilibrio e stabilità. Non esistono fallimenti, solo feedback.

4. Nessuna risposta, esperienza o comportamento ha un significato se estrapolato dal contesto nel quale è stato prodotto o dalla risposta che suscita. Qualsiasi comportamento, esperienza o risposta può fungere da risorsa o da limitazione, a seconda di come si adatta con il resto del sistema.

5. Non tutte le interazioni all’interno di un sistema agiscono sullo stesso livello. Ciò che è positivo ad un livello può essere negativo ad un altro livello. È utile separare il comportamento dall’identità che l’ha prodotto – separare l’intenzione positiva, il ruolo, le credenze, ecc. che generano il comportamento dal comportamento stesso.

6. Ad un qualche livello tutte le azioni sono prodotte da un’intenzione positiva. Il comportamento è, o era percepito come appropriato, dato il contesto in cui è avvenuto e dal punto di vista della persona che l’ha prodotto. È più facile e più produttivo rispondere all’intenzione positiva piuttosto che al comportamento problematico.

7. Gli ambienti ed i contesti cambiano. La stessa azione non produrrà sempre lo stesso risultato. Allo scopo di adattarsi con successo e sopravvivere, un individuo necessita di una certa quantità minima di flessibilità. Tale flessibilità deve essere proporzionale alla variazione nel resto del sistema. Più un sistema diventa complesso e più si rende necessaria la flessibilità.

8. Se quello che state facendo non sta generando la risposta che desiderate, variate il vostro comportamento fino a che non la otterrete.

I sistemi rappresentazionali AVK (auditivo, visivo, cinestesico)

I sistemi rappresentazionali AVK (auditivo, visivo, cinestesico)

I SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI DELLA PNL

AUDITIVO, VISIVO, CINESTESICO

I sistemi rappresentazionali dell’essere umano sono costituiti dai cinque sensi e vengono così denominati:

– sistema rappresentazionale VISIVO (vista)
– sistema rappresentazionale AUDITIVO (udito)
– sistema rappresentazionale CINESTESICO (sensazioni prodotte da: tatto, gusto, olfatto)
– sistema GUSTATIVO/OLFATTIVO (gusto/odorato)

Questi sono gli elementi fondamentali, i parametri strutturali della conoscenza umana. Attraverso questi sistemi percettivi si formano gli schemi del comportamento umano. Nella PNL, infatti, i cinque sensi sono molto di più che passivi recettori: le informazioni ricevute attraverso ciascun senso danno origine a processi comportamentali differenti.
Riguardo lo studio della struttura dei comportamenti la Programmazione Neurolinguistica si avvale soprattutto dei primi tre sistemi.

Percezione sensoriale e comportamento

Nella raccolta e nella elaborazione delle informazioni ogni sistema rappresentazionale agisce attraverso tre fasi:

1. input: raccolta delle informazioni e ricezione di feedback da parte dell’ambiente. La fase di input genera ciò che in PNL si definisce come stato interno: mentre vediamo, sentiamo, tocchiamo, gustiamo, percepiamo, o annusiamo qualcosa o qualcuno dentro noi si sviluppa un’emozione.

2. rappresentazione/elaborazione: questa fase comprende la costruzione della mappa dell’ambiente e l’instaurazione delle strategie comportamentali come l’apprendimento, la presa di decisioni, l’accumulo delle informazioni, ecc… La fase di rappresentazione/elaborazione in PNL è definita con il nome di processo interno: l’emozione suscitata ci porta ad elaborare un pensiero, un ragionamento o un atto istintivo.

3. output: è la trasformazione del processo di rilevamento rappresentazionale. La fase di output genera ciò che in PNL è definito col nome di comportamento esterno: L’elaborazione, istintiva o razionale, si traduce in un’azione: compriamo, mangiamo, corriamo, baciamo ecc…

La PNL considera pertanto gli atti del vedere, ascoltare o avere sensazioni come ‘comportamenti’. Lo è anche il ‘pensare’ che, se scomposto nelle sue parti costitutive, comprende specifici processi sensoriali come:

1. vedere mentalmente

2. ascoltare il dialogo interno 

3. avere sensazioni su qualcosa, ecc.

Ogni output è, normalmente, un atto:

1. microcomportamentale: movimento laterale degli occhi, cambio del tono della voce e del respiro;

2. macrocomportamentale: un litigio, una malattia, un calcio al pallone.

I ricercatori della PNL hanno dimostrato, che ognuno di noi possiede un senso maggiormente sviluppato che influenza sensibilmente il nostro comportamento.

In altre parole il sistema rappresentazionale predominante è, spesso, responsabile delle nostre scelte, dei nostri interessi e delle attività che intraprendiamo.

Se, per esempio, provassimo ad immaginare una mela…per alcuni l’elemento principale potrebbe essere il gusto o il profumo, per altri gli aspetti nutrizionali del frutto, per qualcuno il colore e la forma. Ciò dipende dal fatto di aver maggiormente sviluppato uno dei sistemi rappresentazionali. La PNL è in grado di individuare il sistema rappresentazionale di un soggetto mediante l’osservazione e l’analisi della comunicazione.

 

 

PNL Metamodello

Il Metmodello PNL Sistemica Linguaggio

METAMODELLO, PNL, LINGUAGGIO

Il linguaggio è la rappresentazione verbale del pensiero umano.
Più il linguaggio che si utilizza è preciso, più rispecchia con fedeltà la struttura della nostra mente. Il malinteso deriva proprio da una cattiva interpretazione del pensiero.

Questa tecnica aiuta nel carpire al meglio le nostre idee e quelle del nostro interlocutore nonché a comprendere quando e come si manifestano le cosiddette “manipolazioni”.

Contenuti:

Struttura superficiale e struttura profonda

Ciò che percepiamo del dal mondo che ci circonda si traduce nel tempo in ricordi che hanno una propria intensità e una propria persistenza che dipende dall’intensità con la quale le situazioni sono state vissute sensorialmente. Il ricordo può essere riportato alla memoria sotto forma di una rappresentazione parziale degli elementi originari. In altre parole è piuttosto difficile rappresentare un evento con la stessa enfasi dell’evento originario. La nostra mente “perde” qualche informazione e quello che torna alla memoria è quanto rimane dell’esperienza vissuta, come un puzzle con qualche pezzo mancante.

A questo dobbiamo poi aggiungere che la memorizzazione è avvenuta con l’ausilio di veri e propri “filtri di percezione”, ossia l’interpretazione dell’esperienza attraverso l’utilizzo della nostra mappa personale, vale a dire: le nostre credenze, i nostri valori, le nostre convinzioni e così via.

Il prodotto che ‘torna in superficie’ è pertanto differente da ciò che abbiamo vissuto e che è, a sua volta, diverso dalla realtà del mondo.

La PNL individua col nome di struttura superficiale tutto ciò che è espresso dall’individuo e che non è corrispondente a quanto vissuto durante la sua esperienza originaria; mentre individua col nome di struttura profonda tutto ciò che, dell’esperienza vissuta, può essere oggetto di ‘ripescaggio’.

Nel comunicare con gli altri mostriamo sempre la nostra mappa, in quanto ci serviamo del linguaggio (verbale e non verbale) che è una traduzione del nostro modo di pensare le cose. Tuttavia, questo esprime solo la nostra struttura superficiale, ossia ciò che ricordiamo e non la nostra struttura profonda, che rappresenta invece il nostro vissuto

Definizione di Metamodello

Metamodello deriva dalla parola greca meta, che significa oltre e modello, che indica quanto descritto attraverso l’esperienza soggettiva. Il metamodello è uno strumento linguistico attraverso il quale è possibile analizzare con precisione il linguaggio utilizzato da ogni singolo individuo. L’obiettivo del metamodello è di scoprire la struttura profonda dell’individuo partendo da quanto questo esprime nella sua comunicazione, ossia la sua struttura superficiale.

Le radici scientifiche del Metamodello

Il Metamodello proviene, come concetto, dalla Grammatica Trasformazionale di Noam Chomsky, ma è stato riadattato dalla PNL per operare la ricerca della struttura di un modello.

Il Metamodello si utilizza laddove il messaggio linguistico è “poco preciso”. Ad esempio se io dico:

“Che età ha chi è nato nel 1928?”

Non esprimo una domanda con precisione, anche se istintivamente si potrebbe azzardare una risposta. Il Metamodello in questo caso ci può aiutare nel seguente modo:

“Si tratta di un uomo o di una donna?”

“È ancora vivo?”

“In che mese è nato, in che giorno e a che ora?”

“Dove è nato?”

In questo modo il modello di domanda presentata risulta essere “metamodellata” e noi possiamo fornire una risposta molto più precisa alle attese del nostro interlocutore.

Naturalmente vi sono situazioni in cui l’utilizzo del Metamodello è appropriato, altre in cui (vedi l’esempio prima presentato) può essere superfluo in quanto non tutto deve essere necessariamente metamodellato. Ma immaginiamo cosa possa significare l’azione del Metamodello su una frase di questo tipo:

“I miei studenti mi seguono male”

In questo caso l’affermazione lascia intendere un messaggio che tuttavia specifica poco. Proviamo a metamodellarlo:

“Quali studenti in particolare?”

“Cosa intendi più specificamente con “seguirti male”?

“Come manifestano il loro disinteresse?”

“In quale argomento, attività o giorni della settimana sono meno attenti?”

Alla fine del ‘metamodellamento’ si saranno ricevute una quantità di informazioni molto più specifiche e inerenti la vera natura del problema manifestato nell’affermazione. Al contrario una risposta espressa direttamente sulla prima affermazione sarebbe stata in accordo o in disaccordo, ma non avrebbe portato ad alcuna soluzione.

Questi esempi di applicazione del Metamodello lasciano intendere la necessità di entrare in profondità dei messaggi che non forniscono le informazioni che dovrebbero.

Una raccomandazione: può accadere che un numero eccessivo di domande possa infastidire l’interlocutore.

Di fatto, applicare il metamodello può comportare qualche difficoltà, specie se si tratta con una persona che si conosce appena.

La generalizzazione espressa dalle persone deriva comunque da una cattiva formulazione della domanda.

E’ molto importante che il nostro stimolo (domanda) sia centrato sulla reazione (risposta) che desideriamo ottenere.

Se poniamo una domanda che dà per scontati alcuni particolari, non ci dobbiamo poi lamentare di ricevere una risposta generica. Il senso di fastidio nelle persone nasce dalla sensazione di aver fornito una risposta inesatta. Avendo una basilare tendenza a salvaguardare il nostro punto di vista proviamo fastidio quando qualcuno ci fa notare di aver sbagliato. Ecco perché è più opportuno dire:

“Mi sono espresso male” piuttosto di: “Non hai capito cosa volevo dire”

Utilizzo del Metamodello

Nella comunicazione quotidiana noi tutti utilizziamo una struttura linguistica ridotta, la cosiddetta struttura superficiale, che è una rappresentazione ridotta della struttura profonda, cioè l’esperienza originale.

Attraverso l’utilizzo del Metamodello si agisce nel recupero dei ‘pezzi’ mancanti nella struttura superficiale. Ciò permette a noi di comprendere il nostro interlocutore e aiuta lui a portare a livello cosciente alcuni aspetti della sua esperienza che risultavano essere smarriti.

In ambito psicoterapeutico l’utilizzo del Metamodello rappresenta la parte più importante della terapia, in quanto, generalmente, gli individui soffrono più per la mancanza di consapevolezza delle proprie problematiche, che per le problematiche stesse e gran parte delle sedute di psicoterapia si conclude con una bella chiacchierata. Poco più di un secolo fa non esisteva la psicanalisi (introdotta da Sigmund Freud solo agli inizi del ‘900), ma gli amici o le persone care svolgevano in misura ridotta lo stesso compito, anche se non seguivano una procedura.

Anche ai giorni nostri, una certa forma di psicoterapia è garantita quotidianamente a tutti attraverso il dialogo e una delle punizioni più forti che si possono infliggere ad un uomo è proprio l’isolamento e cioè l’assenza di dialogo con gli altri.

L’utilizzo del Metamodello è direttamente in relazione con le regole che amministrano la mappa e cioè la: Generalizzazione, la Cancellazione e la Deformazione.

Bandler e Grinder, nel libro “La struttura della magia” Ed. Astrolabio, identificano dodici tipologie di violazioni linguistiche che rappresentano i più comuni problemi nella comunicazione.

Tali violazioni sono a loro volta suddivisi in tre categorie:

Informazioni mancanti (riconducibili alle Cancellazioni)

Limiti dei modelli del mondo individuali (riconducibili alle Generalizzazioni)

Informazioni deformate (riconducibili alle Deformazioni)

METAMODELLO, PNL, LINGUAGGIO

Le ancore

Le ancore

LE ANCORE DELLA PNL

In PNL l’ancoraggio si riferisce ai processi di associazione interni che si attuano attraverso l’influenza di stimoli esterni e che agiscono attraverso gli organi di senso sulla mente emotiva degli individui.

L’ancoraggio è un processo simile a quanto già provato da Pavlov attraverso il condizionamento del comportamento animale. La salivazione dei cani di Pavlov era ottenuta associando sistematicamente il suono di un campanello al momento della distribuzione di cibo. La sua scoperta fu poi quella di dimostrare che, dopo una serie di condizionamenti, il cibo poteva non essere più presente ma la salivazione nell’animale avveniva ugualmente in conseguenza del suono del campanello. Lo stimolo-risposta è un aspetto del comportamento che non dà luogo a possibilità di scelta. Coloro che assumono un ancoraggio non possono scegliere un comportamento differente da quello ‘installato’.

In PNL questo tipo di condizionamento è stato esteso a tutti gli atti del comportamento. Ad esempio, un’immagine può suscitare un’emozione interna, così come una musica, un sapore, un odore e così via. Toccarsi una gamba, utilizzare una particolare tonalità di voce, pensare ad immagini particolari ed altro ancora, possono rappresentare atti di ancoraggio che un qualsiasi soggetto è in grado di produrre in se stesso o in qualcun altro, allo scopo di generare precisi stati emozionali interni.

La metafora dell’ancora marinara è significativa. L’ancora di una barca viene fissata dall’equipaggio stesso al fine di tenere stabile l’imbarcazione, impedendone il movimento indesiderato e facendo in modo che il natante rimanga nell’area stabilita. Estendendo l’analogia, una barca può essere considerata come il centro della nostra coscienza nell’oceano delle esperienze della vita. Le ancore segnano i punti che ci aiutano a trovare particolari ricordi nel mare delle nostre esperienze e ci forniscono gli elementi necessari per prendere le opportune decisioni.

Il processo di fissaggio di un’ancora riguarda l’associazione di due esperienze nel medesimo tempo. Nei modelli di condizionamento comportamentale, le associazioni diventano molto potenti quando ripetute più volte nel tempo. Ripetere le associazioni può infatti servire a rafforzare una stessa ancora. Ad esempio, noi possiamo chiedere a qualcuno di rivivere il ricordo di un’esperienza  nella quale era creativo e produrre una piccola pressione in una qualsiasi parte del corpo nel momento in cui il soggetto sta effettivamente ricordando. Al termine, lo stesso tipo di pressione produrrà nel soggetto il ricordo dello stato di creatività.

Articolo collegato: IL COLLASSO DI ANCORE

Le relazioni

Quanti tipi di relazioni abbiamo?

Relazioni tra persone, con il nostro lavoro, il cibo, la natura, con tutto ciò che ci circonda.

La relazione, diceva Gregory Bateson, viene prima di tutto.

Cosa significa?

Partendo da uno stato di benessere, la prima cosa cui dobbiamo pensare è la relazione con ciò che ci circonda e con ciò che noi facciamo quotidianamente.

La qualità delle relazioni è indicatore della qualità della nostra vita, più noi realizzeremo relazioni di qualità, più la nostra vita si potrà dire di qualità.

La relazione può essere di tre tipi:

Univoca La relazione se non evolve si stabilizza in “parassitaria” e crea dipendenza.

Reciproca La relazione se non evolve si stabilizza in simbiotica, creando anche qui dipendenza (bisogno uno dell’altro).

Creativa La relazione sviluppa un valore aggiunto utile su più fronti e crea indipendenza.

Le Sub-Modalità

Le Sub-Modalità

“Ricordare” è l’anagramma di: ‘ridare al cuore’, ossia restituire le emozioni che appartenevano a quel determinato evento vissuto.”

La percezione della realtà spesso è distorta dal punto di vista nella quale si è vissuta l’esperienza. Questo succede perché alcuni eventi del passato suscitano ancora in noi timori e paure. Il ricordo dell’evento che ha causato e che causa l’emozione negativa, rimane nella nostra mente e influenza il modo in cui viviamo la quotidianità. 

I ricordi si costituiscono di percezioni vissute durante la loro memorizzazione. Ogni organo di senso umano possiede, nella propria gamma di percezioni, uno spettro di infinite possibilità: dal bianco al nero, dall’acuto al grave, dall’amaro al dolce, dal soffice al duro, dall’umido al secco. Queste percezioni ci forniscono le sfumature che compongono la realtà che ci circonda. In PNL queste modalità di interpretazione si definiscono con il nome di ‘submodalità’ e sono caratteristiche di tutti e cinque i sensi umani.

Da uno studio riportato nel libro ‘Intelligenza emotiva’ di Daniel Goleman si legge che l’essere umano tende ad aumentare la propria percezione sensoriale nell’istante in cui viene a conoscenza di particolari inediti e questo accade per via di una naturale tendenza del nostro cervello a valutare un probabile pericolo nella novità. Ciò valeva per i nostri antenati migliaia di generazioni fa, i quali dovevano difendersi dai pericoli insiti nella natura che li circondava e vale per noi oggi nei riguardi dei pericoli della società. 

La curiosità contribuisce ad amplificare il particolare nuovo presente nell’evento ed è quest’ultimo poi a stravolgere l’interpretazione della realtà di tutti i giorni. Quando, ad esempio, si parla di fobie si assiste a un vero e proprio squilibrio delle rappresentazioni nelle submodalità che compongono un particolare ricordo e che determina in seguito una vera e propria recidività.

Il nostro inconscio elabora i fatti che avvengono nelle nostre esperienze quotidiane seguendo programmi mentali precostituiti e che si rifanno al ‘materiale’ di cui dispone il nostro bagaglio esperienziale. Non c’è quindi da stupirsi se siamo circondati da stranezze nel comportamento umano. Il nostro cervello apprende informazioni a getto continuo, non si spegne mai e noi non siamo in grado di decidere quando registrare e quando non farlo. Semplicemente registriamo, quello che poi accade di seguito sarà influenzato da ciò che abbiamo appreso. 

Stato C.O.A.C.H. e Inner Game

Stato COACH e INNER GAME

Ogni persona quando affronta una prova sportiva e non, deve in realtà misurarsi con due avversari: uno è quello fuori nella realtà dello sport e l’altro siamo noi stessi.
Ma quale parte di noi stessi andiamo a sfidare? Quella parte che è gestita dalla mente e che ci porta a non essere sufficientemente fiduciosi in noi stessi, quella parte che si compone anche di una serie di condizioni limitanti che ci impediscono di raggiungere degli obiettivi.

 

 

 

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