"Evolving with heart and mind"

Autoefficacia e Leadership - PNL Master Lez. 4

12th March 2018

a cura di Stefano Mozzettini e Andrea Di Gregorio

Autoefficacia e Leadership

L'AUTOEFFICACIA
L’autoefficacia si sviluppa innanzitutto con l’esperienza di acquisire nuove abilità e di superare gli ostacoli e, a questo fine, anche qualche insuccesso è utile e necessario per apprendere.

L’apprendimento per prova ed errore (concetto teorizzato dal Contemporaneo Ivan Pavlov, ma operante nel contesto nordamericano, Edward L. Thorndike (1874 – 1949) volle approfondire l’effetto che le ricompense potevano avere sul processo di apprendimento. Cominciò pertanto ad occuparsi delle situazioni rinforzanti già a partire dal 1898, giungendo alla conclusione che la forma caratteristica dell’apprendimento è quella per “prove ed errori”).

Osservazioni:

  1. Normalmente possiamo osservare che la performance attuata è lievemente inferiore a quella attesa
  2. A volte si possono notare situazioni ove, temporaneamente, le performance attuate superano quelle attese diventando delle eccezioni alla regola.
  3. Si nota che aumentando le aspettative anche la performance attuata aumenta (l’effetto del superamento di un limite da parte di alcuni di noi porta gli altri a voler credere maggiormente di farcela, questo ha portano poi al superamento del limite di un numero sempre maggiore di persone fino a che si trova poi un altro limite)
  4. L’aumento del senso di autoefficacia può quindi attivare capacità latenti inconsce. 
  5. Il modello porta inizialmente ad aumentare il grado delle proprie aspettative che provoca un aumento delle proprie performance fino a quando la distanza tra aspettativa e realizzazione inizia ad aumentare. A questo ponto avviene una crisi della nostra autoefficacia che provoca una diminuzione delle performance attesa e quindi anche della performance attuata. Quindi la competenza inconscia raggiunge la incompetenza coscia portando ad una diminuzione delle proprie performance nel tempo.
  6. Questo avviene prima quando il locus of control della persona è esterno.
  7. Un Leader che vuole portare il proprio cliente al continuo miglioramento e al superamento del limite, lo deve fermare appena la curva di crescita della sua performance inizia a incrementare meno velocemente.
  8. A questo punto è importante riattivare il processo di apprendimento ulteriore per potenziare ulteriormente l’autoefficacia del cliente che sarà quindi nelle condizioni ideale per ri-credere ed iniziare ad avere nuove aspettative che vanno oltre il limite raggiunto.
  9. È importante ricordare: non c’è apprendimento senza drammatizzazione.

LA LEADERSHIP:

Il leader porta il proprio cliente al continuo miglioramento delle sue performance.

Il leader guida gli altri mentre il Manager ne gestisce le attività.

Essere Leader di sé stesso significa saper sostenere e proporre la propria idea.

Definizione dei termini:

  1. Leader: Ha un ruolo in un particolare sistema
  2. Leadership: È legata alle capacità e alle competenze di una persona, le abilità e il grado di influenza.
  3. Leading: È la capacità di guidare gli altri, il risultato che si ottiene nell’utilizzare il proprio ruolo e la propria leadership nell’influenzare gli altri in qualche modo.

Si propone la visione di una presentazione di Simon Sinek presso www.ted.com 

I Leader comunicano ciò che loro credono, spiegano perché ci credono. Ciò che fanno li rendono unici, in termini di marketing posizionano se stessi con la loro idea di un qualcosa.

Sapere il perché propongo qualcosa mi permette di trasmettere agli altri la mia motivazione facendola combaciare con i sogni ed i desideri di un grande numero di persone.

Ci sono diversi tipi di Leadership:

Meta-Leadership: Il leader crea energia attorno al pensiero inducendo le persone a seguirlo entusiasticamente. (es. Martin Luter King)

Macro-Leadership: Il Leader crea una cultura attorno al pensiero (es. Steve Jobs - Apple)

Micro-Leader: Il Leader dirige le persone nella realizzazione di un pensiero o di un compito specifico (es. Jhonatan Ive - Apple)

Una Leadership efficace necessita di una combinazione di tutti e tre i diversi tipi di abilità a seconda del contesto.

In sintesi la capacità di Leadership efficace implica la padronanza di tutti i diversi elementi che compongono una particolare situazione di Leadership, tra cui:

Gestione del Sé: (stati emozionali)

  • Equilibrio
  • Congruenza (giusta proporzione del comportamento e coerenza)
  • Consapevolezza.

Padronanza della comunicazione (Gestione delle informazioni)

  • Verbale/non verbale
  • Canali rappresentazionali (scritto/web/istagram/…)
  • Meta-messaggi: (il significato che va oltre l’obiettivo dichiarato/non dichiarato, cover goal-over goal


Padronanza della relazione (gestire il Rapport):

  • Prospettive multiple (I/II/III/IV pos. Percettiva)
  • Stili di pensiero (aperti)
  • Intenzioni positive

Padronanza del capire e problemi: (sistemi, meccanismi)

  • Completezza
  • Rilevanza
  • Capacità di scomposizione (SCORE)

Stili di Leadership:

  • Gestione per emozioni (Ambiente): intervenire solo se necessario e se accade qualcosa.
  • Ricompensa mirata (Comportamento): premiare chi lavora meglio.
  • Gestione per obiettivi (Capacità): individuare obiettivi per ognuno.
  • Stimolo intellettuale (Capacità): stimola l’atteggiamento “problem solving”
  • Ispirazione (Capacità): stimola la creatività
  • Considerazione individuale (Valori): Valorizza le qualità dei singoli.
  • Carismatico (Identità): Essere d’esempio.
  • Visionario (Spiritualità): Indicare la visione del futuro.

Ulteriore suddivisione:

  • Ambiente - Colui che dirige il traffico
  • Comportamento: - Istruttore
  • Capacità - L’insegnante
  • Valori/convinzioni: - Il Mentore (colui che mi dà lo scopo o il motivo)
  • Identità: - Sponsor (sponsorizza qualcuno in cui crede)
  • Spiritualità: - Risvegliatore/Ispiratore

Saranno le circostanze che ci indicano quale stile adottare!!!

ESERCIZIO SULLA SPONSORSHIP:

  1. Davanti a 5 persone F. espone un suo obiettivo (un’idea che vuole mettere in pratica ma rimane ancora titubante nel iniziare).
  2. Le 5 persone davanti a lui lo ascoltano e lo guardano cercando di carpire lo spirito caratteristico con cui F. espone la sua idea (ciò che spicca per ognuno di loro nell’esposizione di F.). Una volta individuato una parola pensare una frase messaggio per F. contenente la parola chiave individuata dai singoli.
  3. A questo punto la guida (Andrea) dice alle 5 persone di iniziare a girare attorno a F. in senso antiorario dicendo la loro frase mentre F. li vede (canale visivo) e li ascolta in mezzo al cerchio composto dai 5 attorno a lui.
  4. Nel mentre ascolta (canale auditivo), Flavio riceve i messaggi dei 5 attorno a lui (ascolto cosciente quando sente i messaggi singolarmente, ascolto inconscio quando ascolta i messaggi contemporaneamente in modi confuso).
  5. Alla fine della comunicazione (A) conscia ed inconscia, alla visione ed alla sensazione cinestesica è possibile per F. chiedere dei chiarimenti ai singoli.
  6. Ad un certo punto si chiede a F. di chiudere gli occhi mentre gli altri smettono di girare e di comunicare.
  7. Ora si chiede ai 5 discenti di abbracciare F. pensando di comunicare con il loro abbraccio il loro messaggio (canale Cinestesico)
  8. Alla fine ci si stacca e si chiede a F. di dirci come si è sentito durante l’esercizio ed in fine gli si chiede di pensare al suo obiettivo iniziale e di riferirci come si sente nei riguardi della sua titubanza iniziale.

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