30 Ottobre 2025

Chi Sta Davvero Prendendo le Tue Decisioni?

“Chi sta davvero prendendo le tue decisioni?“,  articolo della rubrica  “Il Diario del Capitano”, curata da Andrea Di Gregorio, Master Trainer PNL e Fondatore di PNL Evolution.

Chi sta davvero prendendo le tue decisioni?
Chi sta davvero prendendo le tue decisioni?

Hai mai avuto la sensazione che alcune delle tue scelte vengano fatte in automatico, come se qualcun altro avesse il controllo? Forse sono vecchie abitudini, paure o convinzioni che ti guidano senza che tu te ne accorga.

Il nostro ego spesso funziona in questo modo, scegliendo ciò che ritiene più opportuno per proteggerci, a volte senza pensare alle conseguenze.

La chiave sta proprio nel riflettere sugli effetti delle nostre decisioni e sull’impatto che le nostre azioni hanno sul mondo, non solo nel breve periodo, ma anche nel medio-lungo termine. Sai, quelle decisioni che, col senno di poi, non rifaresti?

Lascia che le tue scelte siano davvero consapevoli ed evita di dare carta bianca a chi agisce principalmente per paura. L’ego non è cattivo, forse un po’ troppo impulsivo. La consapevolezza non è il suo forte, solo tu puoi accedervi.

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Superare la Differenza Empatica

“Superare la Differenza Empatica”,  articolo della rubrica  “Il Diario del Capitano”, curata da Andrea Di Gregorio, Master Trainer PNL e Fondatore di PNL Evolution.

Superare la Differenza Empatica
Superare la Differenza Empatica

Ti è mai successo di non riuscire a capire veramente il comportamento o le emozioni di qualcuno? Magari hai pensato: “Non riesco proprio a mettermi nei suoi panni.” Questo fenomeno è chiamato “Empathy Gap” o “Differenza Empatica,” ovvero la difficoltà a comprendere gli stati emotivi altrui quando non li stiamo vivendo direttamente.
Questo ostacolo limita la nostra capacità di relazionarci e di vedere il mondo con gli occhi dell’altro, creando spesso conflitti e incomprensioni.

Per costruire relazioni più profonde e migliorare la nostra comunicazione, dobbiamo imparare a superare questa barriera e sviluppare una maggiore empatia.
Un potente strumento per riuscirci è il Metaspecchio, una tecnica PNL che ci invita a riflettere sul comportamento dell’altro in un modo nuovo.

Il Metaspecchio è semplice, ma rivoluzionario: ci chiede di guardare attentamente l’altro, soprattutto quando il suo atteggiamento ci infastidisce o ci crea difficoltà. Spesso, ciò che giudichiamo in lui – che sia la testardaggine, la freddezza o la critica – è qualcosa che, in realtà, rispecchia una nostra sfida interiore. Il “difetto” dell’altro diventa uno specchio dei nostri stessi limiti, delle parti di noi che magari non abbiamo ancora accettato o compreso appieno.

Questo cambiamento di prospettiva è fondamentale. Quando iniziamo a riconoscere che ciò che ci irrita nell’altro può essere un riflesso dei nostri conflitti, ci apriamo alla possibilità di crescere. Invece di giudicare, possiamo chiederci: “Cosa mi sta insegnando questa persona su me stesso?”
Il Metaspecchio diventa così un percorso di autoconsapevolezza e di trasformazione personale.

L’empatia, dunque, non è solo la capacità di capire l’altro, ma anche un modo per crescere insieme. Quando riusciamo a vedere l’altro come uno specchio delle nostre sfide, siamo in grado di sviluppare una comprensione più profonda e di costruire relazioni più autentiche.

Allora, la prossima volta che qualcuno ti fa arrabbiare o ti irrita, prova a guardarlo attraverso il Metaspecchio. Chiediti: “Cosa sta riflettendo di me?” Questa riflessione può aprirti le porte a un nuovo livello di empatia e di crescita personale.

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Preoccupazione irrazionale

“Preoccupazione irrazionale “,  articolo della rubrica  “Il Diario del Capitano”, curata da Andrea Di Gregorio, Master Trainer PNL e Fondatore di PNL Evolution.

Preoccupazione irrazionale
Preoccupazione irrazionale

La preoccupazione consiste nell’occuparsi di qualcosa in anticipo. Può essere utile come stimolo per pianificare e prevenire, favorendo un’azione efficace. 

Tuttavia, quando diventa eccessiva o irrazionale, può ottenere l’effetto opposto, bloccando l’azione. Una preoccupazione irrazionale, come nel caso del bias del catastrofismo, non porta alla creazione di strategie, ma alimenta solo ansia e stress. È simile al detto del “cane che si morde la coda”: i pensieri diventano come un collo di bottiglia, bloccando il pensiero logico e impedendo l’azione.

La soluzione alla preoccupazione irrazionale sta nel metodo con cui si affronta il problema. Il modello TOTE, utilizzato in PNL per la progettazione di obiettivi, è una strategia efficace. 

Questa tecnica crea un percorso strutturato che non lascia spazio al pensiero irrazionale. Passo dopo passo, si definiscono obiettivi intermedi che, come sassi disposti nel letto di un fiume, aiutano ad attraversare il momento critico.

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Il giudizio verso sé stessi

“Il giudizio verso sé stessi “,  articolo della rubrica  “Il Diario del Capitano”, curata da Andrea Di Gregorio, Master Trainer PNL e Fondatore di PNL Evolution.

Il giudizio verso sé stessi
Il giudizio verso sé stessi

Ti è mai capitato di osservare qualcuno e pensare: “Io non potrei farcela,” provando invidia? Oppure di dirti: “Io agirei diversamente,” criticando le tue stesse scelte? In entrambi i casi, stai esercitando un giudizio verso te stesso che può avere effetti sulla tua autostima.

Sentirsi costantemente inadeguati mina la fiducia in sé stessi, inoltre, la negatività interiore si riflette nelle interazioni con gli altri e per finire, impedisce di riconoscere e celebrare i propri progressi.

Ebbene, hai il diritto di sbagliare! Perché solo attraverso gli errori puoi veramente crescere. Non si evolve con i successi, ma con i risultati che ottieni e che consideri al di sotto delle tue reali possibilità.
Ricorda, ogni errore è un’opportunità per imparare e migliorare.

Pertanto, quando ti succede di giudicarti, fermati un attimo e riflettici: il giudizio fine a sé stesso non serve a nulla. Se ti confronti con qualcuno che agisce meglio di come faresti tu, invece di alimentare pensieri inutili, prova a modellarlo.

La PNL suggerisce il modellamento, ovvero l’apprendimento attraverso l’osservazione e l’integrazione di ciò che funziona negli altri in determinati contesti. Non si tratta di copiare, ma di adattare queste strategie al tuo approccio personale. La PNL è ciò che funziona, così si dice tra chi la pratica quotidianamente.

Alcuni potrebbero pensare di snaturarsi, ma è l’esatto opposto! Nei millenni, la razza umana è progredita proprio grazie alla capacità di imparare gli uni dagli altri e se proprio ti viene difficile: “Fake it, until you make it”, ovvero, fingi finché non ti viene naturale farlo”.

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Il Triangolo Drammatico e le Posizioni Percettive della PNL

“Il Triangolo Drammatico e le Posizioni Percettive della PNL”,  articolo della rubrica  “Il Diario del Capitano”, curata da Andrea Di Gregorio, Master Trainer PNL e Fondatore di PNL Evolution.

Il Triangolo Drammatico e le Posizioni Percettive della PNL
Il Triangolo Drammatico e le Posizioni Percettive della PNL
Immagina questa situazione: sul lavoro, il tuo capo ti rimprovera per un errore (ruolo del Persecutore). Tu ti senti attaccato e ingiustamente trattato, convinto di non poter fare nulla per cambiare la situazione (ruolo della Vittima). Un collega interviene per “difenderti” dal capo (ruolo del Salvatore), ma il suo intervento ti fa sentire ancora più incapace e impotente. 
Questa è la classica dinamica del Triangolo Drammatico: un ciclo disfunzionale in cui si passa da un ruolo all’altro, senza mai risolvere davvero il problema.
 
Le Posizioni Percettive ti aiutano a guardare una situazione conflittuale da tre punti di vista diversi: il tuo, quello dell’altra persona coinvolta e quello di un osservatore esterno. Ecco come fare:
 
1.⁠ ⁠Prima Posizione: Il Tuo Punto di Vista
 
Rivivi la situazione come l’hai vissuta tu. Senti la frustrazione e la rabbia per l’accusa del tuo capo. Riconosci le tue emozioni e i tuoi pensieri. Ti senti attaccato e forse impotente, ma prenditi un momento per riflettere su ciò che realmente desideri: essere ascoltato e riconosciuto per i tuoi sforzi.
 
2.⁠ ⁠Seconda Posizione: Il Punto di Vista del Capo
 
Ora, mettiti nei panni del tuo capo. Forse è sotto pressione per una scadenza e vede il tuo errore come un rischio per il progetto. Anche lui sta reagendo a una situazione di stress, e dal suo punto di vista, il rimprovero è un tentativo di evitare futuri errori. Questo ti permette di sviluppare empatia e comprendere le sue preoccupazioni.
 
3.⁠ ⁠Terza Posizione: Il Punto di Vista di un Osservatore Esterno
 
Ora immagina di essere un osservatore neutrale. Guardi la scena dall’esterno, come se fossi uno spettatore che vede la dinamica tra te, il tuo capo e il tuo collega. Da questa posizione, puoi notare che entrambi state reagendo emotivamente alla pressione del lavoro, ma che nessuno ha realmente cercato di comunicare in modo chiaro. L’osservatore ti offre una visione più distaccata e oggettiva, permettendoti di vedere che la soluzione non è nel conflitto, ma in una comunicazione più efficace.
 
Dopo aver esplorato la situazione da queste tre posizioni, puoi agire in modo diverso. Per esempio, potresti decidere di parlare con il tuo capo in un momento di calma, esprimendo il tuo punto di vista senza accusare o difenderti. Potresti spiegare l’errore, assumerti la responsabilità e chiedere chiarimenti su come evitare futuri problemi, mostrando comprensione per le sue preoccupazioni.

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